24/02/2026
3 curiosità sull’Intelligenza Artificiale + 1 che (forse) vi sorprenderanno.
1. L’IA non li dimostra, ma ha 70 anni. Tutto è iniziato nel 1956 alla
conferenza di Dartmouth (USA) quando John McCarthy e un gruppo di pionieri hanno dato vita all’intelligenza artificiale come nuovo campo di ricerca.
2. Usate l’IA ogni giorno senza accorgervene. Un esempio rapido? Avete presente quando lo smartphone completa le frasi che state scrivendo? Anche quello è il lavoro di un algoritmo.
3. In tanti pensano di utilizzare l’intelligenza artificiale solo per risparmiare tempo. In realtà il cervello umano cerca sempre per natura di risparmiare energie e quando ci riesce rilascia dopamina, un neurotrasmettitore che fa sentire soddisfatti e spinge a utilizzarla.
Cosa c’entra tutto questo con la BCC Mediocrati? Per noi, che da 120 anni mettiamo l’intelligenza relazionale al centro del nostro modo di essere banca di comunità, parlare di intelligenza artificiale (IA) è anche una questione di responsabilità sociale. Nel 2024 siamo stati tra i primi a interrogarci e indagare sul suo ruolo, nel XX Rapporto sull'economia locale, con l'obiettivo di aiutare le persone a usare in modo consapevole la tecnologia che avanza.
Delegare alcune attività agli algoritmi può far risparmiare tempo, ma ogni sistema automatizzato porta con sé una serie di rischi e questioni etiche e giuridiche ancora aperte. Chi è responsabile se un algoritmo sbaglia? Il programmatore? L’azienda che l’ha messo a disposizione? O chi lo utilizza?
Ieri pomeriggio, nella sala De Cardona del Centro Direzionale di Rende, abbiamo provato a rispondere a questi quesiti durante l’incontro “Culpa in Algoritmo. Chi risponde quando l’algoritmo sbaglia?”.
L’iniziativa organizzata nell’ambito delle celebrazioni dei 120 anni della Banca, in collaborazione con il Club Giovani Soci e Federprivacy è nata dalla discussione della tesi del giovane socio Pierfrancesco Perugini, laureato in Giurisprudenza all’Unical.
L’incontro, moderato da Francesco Capocasale, si è aperto con gli interventi del presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino, e della presidente del Club Giovani Soci, Maria Ferretti. Fin dalle prime battute, è diventato un’occasione per riflettere sulle implicazioni etiche, giuridiche e sociali dell’intelligenza artificiale e su come l’IA stia trasformando ogni ambito della vita, compreso il settore creditizio.
Negli ultimi anni, l’IA ha compiuto progressi significativi, ha sottolineato Michele Leonetti, dottorando all’Università della Calabria e già vicepresidente del Club Giovani Soci, trasformando profondamente la vita quotidiana e sviluppando una serie di sistemi capaci di apprendere dai dati immessi dalle persone per migliorare le proprie prestazioni. Un’autonomia sempre crescente che richiede una riflessione che coinvolga innanzitutto legislatori e giuristi, ma soprattutto che non dimentichi la centralità dell’etica, o meglio all’”algoretica”, come ricordato dalla professoressa Paola Helzel, docente di filosofia del diritto all’Università della Calabria. Quest’ultima ha evidenziato l’importanza di mantenere la persona umana al centro dei processi decisionali dell’IA, sottolineando come ogni algoritmo, non sia mai neutrale ma rifletta scelte, pregiudizi e criteri di altri esseri umani.
Durante l’incontro, la professoressa Maristella Amisano, docente di diritto penale, ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione della materia e sulla necessità per il legislatore di definire delle nuove regole e dei limiti chiari.
Pierfrancesco Perugini ha illustrato poi gli aspetti fondamentali della sua ricerca, evidenziando le criticità dell’attuale quadro normativo e i rischi derivanti dall’uso non regolamentato degli algoritmi in ambiti come la pubblica amministrazione.
Un lavoro di ricerca particolarmente apprezzato dall’avvocato Roberto Le Pera, presidente della Camera Penale di Cosenza, il quale ha sottolineato come lo studio e l’approfondimento rappresentino competenze imprescindibili per i giuristi, insostituibili anche nell’era dell’IA.
Di particolare rilievo è stato anche l’intervento dell’avvocato Vittorio Lombardi, di Federprivacy, che ha sottolineato la necessità di coniugare l’innovazione tecnologica e la tutela dei diritti fondamentali.
L’incontro si è concluso con le riflessioni di Francesco Garofalo dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Cassano all’Jonio, che ha invitato a considerare le implicazioni antropologiche dell’IA, evidenziando l’urgenza di governare il cambiamento tecnologico senza perdere di vista il bene comune, a tutela soprattutto delle persone più vulnerabili.