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06/05/2024

Vuoi scoprire i segreti per una gestione finanziaria aziendale impeccabile?
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23/04/2024

L’entrata in vigore del Regolamento Europeo (UE) 2020/1503 ha aperto nuove opportunità per il crowdfunding, in particolare nel settore immobiliare. Piattaforme come Urbanitae stanno rivoluzionando il mercato, permettendo a chiunque di investire in progetti immobiliari con un capitale minimo acces...

23/04/2024

La protezione attiva dei veicoli è diventata sempre più cruciale a causa delle minacce costanti che si incontrano lungo le rotte di trasporto. I malintenzionati “moderni” sono evoluti e sofisticati, la protezione da furti e rapine passa quindi necessariamente dalla tecnologia di ultima generaz...

13/01/2023

Tutela il Tuo Patrimonio

19/05/2022

La storia del pasticciotto è di origine napoletana, Facciamo un salto nel tempo di 550 anni fa, Maria D'Enghien moglie di Raimondello Orsini Del Balzo, dopo la morte del marito viene attaccata dal re di Napoli. Per salvare la popolazione da una guerra sanguinosa accetta di sposare il suo invasore Ladislao II di Durazzo. Ma tra loro non ci sarà mai un rapporto tra marito e moglie, anzi il crudele sovrano la farà rinchiudere nel Castel Dell'Ovo a Napoli, insieme ai suoi figli per ben 11 anni. Fu il Re di Francia ad incaricare il suo fedele Cavaliere Tristan di Clermont a liberare la famiglia di Maria D'Enghien molto vicina alla corona francese. Su accordi presi con Ladislao II e la sorella Giovanna. Quindi la Regina viene esiliata nella sua terra, tra le sue Contee. Maria D'Enghien porta con sé i suoi figli, i cuochi e pasticceri di corte. I pasticceri napoletani già facevano l'antenato dell'attuale pasticciotto, la torta della nonna. Se qualcuno va nelle antiche pasticcerie napoletane potrà gustare questa torta pasticciotto con gli originali pinoli sulla superficie infarinata. La nostra torta pasticciotto è spennellata in superficie con albume e non ha i pinoli. La pasta frolla napoletana è simile all'originale del pasticciotto fatto a Galatina, con lo strutto, la cosiddetta sugna. Una volta fatto questa torta pasticciotto monoporzione si è continuato a produrla a Galatina, così come a Lecce dove la Regina risiede

Vergogne da nascondere...dei fratelli di taglia...e chi paga i danni provocati al sud dal comportamento scellerato dei v...
24/04/2022

Vergogne da nascondere...dei fratelli di taglia...e chi paga i danni provocati al sud dal comportamento scellerato dei vertici lombardi ?

DOCUFILM (sponsorizzato dalla Regione) SUL COVID: SUL "DISASTRO DELLA LOMBARDIA" O PER NASCONDERLO?

Qualche giorno fa è stato presentato come evento speciale al 78° Festival del cinema di Venezia il docufilm "Le 7 giornate di Bergamo" con la regia di Simona Ventura, realizzato in tempi record (si vede che avevano fretta).
Il documentario racconta la tragedia che ha vissuto Bergamo durante i primi periodo di pandemia ma anche e soprattutto "l'impresa" degli Alpini che hanno costruito un ospedale in 7 giorni.

Per ca**tà, nessuno mette in dubbio l'operato degli Alpini che, in un momento drammatico, hanno sicuramente dato il massimo per realizzare l'ospedale. Ma è bene anche ricordare le cause (o le concause) che hanno portato la Regione Lombardia a registrare il più alto numero di contagi in quel periodo (il 46% del totale in Italia), con un numero di decessi di gran lunga superiore a quello di tutti gli altri Paesi colpiti.

La disastrosa gestione della pandemia da parte della Lombardia era così evidente che El Paìs parlava di "mito della Lombardia collassato. [...] Il disastro della sua Sanità, dei suoi amministratori, in particolare il Presidente di Regione, ha spazzato via l'immagine che aveva. Un disastro per la reputazione."
A seguito della "casuale" fuga della notizia di un immediato lock-down, ci fu l'emigrazione in massa verso Sud, un "cambio di paradigma nella storia d'Italia, reso visibile per la prima volta dall'unificazione del Paese".

Il Los Angeles Time titolava: The Perfect Storm (la tempesta perfetta), il disastro della Lombardia sarà studiato per anni, nel mondo!

Ecco alcune scelleratezze che è bene ricordare, nel rispetto soprattutto delle tante vittime:
- La riapertura dopo poche ore dalla chiusura per infezione COVID dell'ospedale di Alzano Lombardo, nonostante nei giorni precedenti si erano registrati tantissimi casi di polmonite acuta. Qualche giorno dopo l'Istituto Superiore di Sanità raccomandava la chiusura di Alzano e Nembro, ma il governo regionale ignorò le raccomandazioni;
- Confindustria fece una enorme pressione sul Governo per ritardare il più possibile il lock-down. Ed anche quando entrò in vigore il lock-down, dalle analisi sui segnali telefonici, si scoprì che la maggior parte della gente in Lombardia non si era mai fermata, al grido di o ;
- Il clamoroso caso dell'ospedale COVID in FieraMilano che, con una raccolta fondi di ben 21 Milioni di euro, avrebbe dovuto avere una capacità di circa 1300 pazienti. Man mano che passavano le settimane i posti diminuivano ed i costi aumentavano. Alla fine l'ospedale in Fiera ha curato solo qualche dozzina di pazienti, con costi esorbitanti;
- Il trasferimento di pazienti post-covid presso le RSA lombarde causarono una vera e propria strage di anziani, i quali purtroppo, spesso, morivano senza cure e lontani dai loro familiari;
- La totale inadeguatezza dell'allora assessore al Welfare, Giulio Gallera che, dopo mesi di pandemia con quotidiane analisi dei contagi, credeva che un indice RT pari a 0.5 significasse che due soggetti infetti dovevano entrare in contatto CONTEMPORANEAMENTE con un soggetto sano per contagiarlo (cose da pazzi);
- Nel frattempo il Presidente Fontana contrattava forniture di camici con l'azienda di suo cognato;
- Il Governo regionale leghista impediva ai Sindaci di vari comuni lombardi di effettuare, GRATIS, tamponi a tappeto per circoscrivere l'infezione.

Adesso con questo docufilm sembra che la Regione voglia spacciare una versione dei fatti distorta ed "addolcita", nel tentativo di cancellare o sbiadire le responsabilità della peggior classe dirigente al mondo nel (mancato) contrasto alla pandemia.

p.s. ad oggi i dirigenti lombardi sono tutti tranquillamente al loro posto, a parte il "simpatico" Gallera. Cosa sarebbe accaduto se una simile gestione disastrosa si fosse verificata in una Regione del Sud?

# # # Gli articoli
https://elpais.com/internacional/2020-04-21/el-virus-invierte-los-papeles-historicos-del-norte-y-el-sur-en-italia.html
https://www.latimes.com/world-nation/story/2020-04-26/perfect-storm-virus-disaster-in-italys-lombardy-region-is-a-lesson-for-the-world

30/01/2022

«Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità.» Una lettera luterana di Pasolini

A partire dall'inizio del 1975 e fino alla morte, Pasolini pubblicò una serie di editoriali e interventi sul «Corriere della Sera» e sul settimanale «Il Mondo». Furono poi raccolti e pubblicati postumi, nel 1976, da Einaudi con il titolo «Lettere luterane. Il progresso come falso progresso».

Uno degli interventi più struggenti è la lettera luterna contro i campioni dell'infelicità e indirizzata a «Gennariello», che assurge a simbolo di tutti i giovani, ai quali Pasolini rivolge l'augurio di sfuggire alla rinuncia, all'infelicità e alla retorica della bruttezza.

Ecco il testo integrale:

Essi ti insegnano: primo, la rinuncia: rinuncia resa assoluta, abitudinaria, quotidiana dalla mancanza di vitalità, che in essi è un dato di fatto reale, fisico, ma che in altri (come in te), può essere una tentazione. Essi dovevano morire; o meglio, in altre circostanze sociali, sarebbero di sicuro morti. Essi devono istintivamente ridurre al minimo lo sforzo per vivere: il che in termini sociali significa appunto rinuncia. È vero che come dice un mio amico di Chia – un ragazzetto che ricorda i proverbi dei vecchi – «il mondo è dei bravi, e i cojoni se lo godono». È una delle più grandi verità che le mie orecchie abbiano mai ascoltato. Tuttavia, io, vecchio borghese razionalista e idealista, cioè «bravo», continuo sempre a detestare con tutte le mie forze lo spirito di rinuncia. Che è poi ansia di integrazione e qualunquismo. Non temere di essere ridicolo: non rinunciare a niente. Lascia che i cojoni si godano il mondo, e invidia pure come me, struggentemente, per tutta la vita, la loro felicità.

La seconda cosa che i «destinati a morire» ti insegnano è una certa obbligatoria tendenza all’infelicità. Tutti i giovani di oggi – tuoi coetanei – hanno l’imperdonabile colpa di essere infelici. A quanto pare, non ci sono più cojoni: se non a Napoli o a Chia. Tutti sono bravi: e dunque tutti hanno la loro brava faccia infelice. Essere bravi è il primo comandamento del potere dei consumi (nel cui universo mentale e di comportamento tu, povero Gennariello, sei nato): bravi cioè per essere felici (edonismo del consumatore). Il risultato è che la felicità è tutta completamente falsa; mentre si diffonde sempre di più una immediata infelicità. Sappi, invece, Gennariello, che, contrariamente al proverbio sublime di Chia, c’è anche una felicità dei bravi. Il proverbio di Chia dice infatti che «il mondo è dei bravi», alludendo decisamente al possesso, al potere. Ma allora va aggiunto che oltre al possesso del mondo da parte dei padroni, c’è anche un possesso del mondo da parte degli intellettuali, e questo è un possesso reale: com’è del resto quello dei cojoni. Si tratta soltanto di un diverso piano culturale. È il possesso culturale del mondo che dà felicità. Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro.

La terza cosa che ti viene insegnata dai «destinati a morire» è la retorica della bruttezza. Mi spiego. Da alcuni anni i giovani, i ragazzi fanno di tutto per apparire brutti. Si conciano in modo orribile. Fin che non sono del tutto mascherati o deturpati, non sono contenti. Si vergognano dei loro eventuali ricci, del roseo o bruno splendore delle loro gote, si vergognano della luce dei loro occhi, dovuta appunto al candore della giovinezza, si vergognano della bellezza del loro corpo. Chi trionfa in tutta questa follia sono appunto i brutti: che sono divenuti i campioni della moda e del comportamento. I «destinati a essere morti» non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere. E tu splendi, invece, Gennariello.

30/01/2022

IL BUE CHE DÀ DEL CO***TO ALL’ASINO.

di Antonio Picariello*
Parte la crociata veneta contro il Sud. Approvata all’unanimità, quindi anche dalle opposizioni di centrosinistra -cioè l’intero PUN- la mozione del consiglio regionale: al governo viene chiesto di “ridefinire i criteri” adottati nel riparto delle risorse, cioè i parametri Istat dell’indice di vulnerabilità sociale. Su un totale di 2.418 progetti presentati e di 2.325 opere ammesse, solo 5 Comuni veneti sono risultati in graduatoria con 24 progetti.

E Zaia chiagne, perché vuole fo***re … ancora. Probabilmente ha dimenticato che dal dopoguerra ad oggi, dal piano Marshall alla spesa storica, il Sud si è visto depredato dei suoi soldi, suoi di diritto, che hanno reso possibile la tanto decantata “virtuosità” del Veneto e di tutto il nord. Virtuosi con il deretano altrui! Facilissimo.

Invitiamo Zaia a tacere, in virtù degli scandali -dalla Sanità al MOSE- che negli ultimi anni hanno travolto i virtuosi, padri dei migliori a governo;

Invitiamo Zaia a tacere, in virtù degli 840 miliardi di spesa pubblica sottrattici in più di 20 anni e il cui furto ha ridotto il Sud in miseria;

Invitiamo Zaia a tacere, in virtù del fatto che i 200 e passa miliardi del Recovery Fund, sono stati assegnati all’Italia proprio per appianare le iniquità di questo paese farsa.

Dopo anni di tangenti, iniquità ed ingiustizie ora vorrebbero anche lo straordinario?
Zaia fa come quei nipotini che accompagnano il nonno a prendere la pensione: se la spartiscono loro e al nonno lasciano la caramella che tanto ama.

E cosa vuol lasciare Zaia al Sud? Ovviamente i loro debiti! Con la complicità dei Migliori che certamente ascolteranno l’appello veneto dato che la ministra Lamorgese (non di Varese, bensì di Potenza … il ché è tutto dire) è già corsa ai ripari promettendo al Nord di destinare al bando altri 900 milioni per far scorrere la graduatoria. Ma per Zaia ovviamente non è sufficiente. Lui vuole tutta la torta cioè pretende che vengano finanziati tutti i 227 progetti presentanti dai comuni della sua regione.

Di fronte a cotanta arroganza i presidenti delle regioni meridionali, ma soprattutto i rappresentanti del PUN nei vari consigli e parlamenti regionali, avranno gli attributi per reagire con altrettanta veemenza attraverso una mozione unitaria che rivendichi l’esattezza dei criteri di riparto e quindi le risorse attribuite ai loro progetti?

Avranno gli attributi per fare sistema, per una volta in barba alla loro appartenenza politica, in favore dei loro concittadini?

De Luca, Occhiuto, Emiliano, Musumeci, Bardi, Toma, Marsilio, Solinas…date segni di vita?
*M24A ET – Direttivo Nazionale

LINK: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/25/recovery-la-crociata-del-veneto-sui-fondi-per-la-rigenerazione-urbana-troppo-sbilanciati-a-favore-del-sud-penalizzati-i-comuni-virtuosi/6460496/?utm_campaign=osservatorio-recovery&utm_medium=twitter&utm_source=twitter

27/01/2022

PNRR VERSO IL FALLIMENTO, LA RIPRESA C’E’ MA IL DIVARIO NORD-SUD CONTINUERA’ A CRESCERE

Stando ai dati dell’Osservatorio permanente - Ernst&Young che analizza i dati sui nel mercato della casa, del food, no-food, abbigliamento e accessori, dal raffronto del dicembre 2021 sullo stesso mese 2020, emerge un quadro in miglioramento con una chiusura pari a +46 per cento sul 2020, che era stato impattato molto negativamente dalle restrizioni.

Per Confimprese-Ernst Young addirittura la è in testa nella classifica delle regioni, persino davanti alla : +23% rispetto al +17,5% della media Italia. Una rinascita, si dirà… e invece no!

Quando si arriva infatti ai dati sulla - trainata, questo va detto, dai fondi del - gli di Confimprese-EY per i prossimi 3 anni, stimano una crescita minore del (+12%) rispetto a quello del , per il quale si ravvisa un incremento del +16%.

E dunque gli analisti avvertono: in questo scenario il fra le due macroaree italiane continuerebbe ad aumentare.

Insieme a tutte le ragioni del caso, anche queste previsioni dovrebbero spingere il governo ad attuare il PNRR, secondo il principio cardine stabilito dalle regole europee: ridurre il divario tra aree economicamente svantaggiate e quelle prospere. Ma il dei migliori sta già andando in direzione…ostinata e contraria! E in ossequio al principio stabilito dal grande partito del , ha già stabilito che al Sud andranno quei pochi spiccioli che resteranno dai grandi pacchetti di investiti nelle ricche regioni settentrionali, a servizio delle .

Ma questo lo vedremo poi… ora ha cose più importanti da fare: farsi eleggere di questa bella Repubblica delle banane!

31/10/2021

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