21/08/2023
Nato in un momento di difficoltà, aveva tutte le potenzialità per essere un provvedimento epocale per tutto il comparto edile ed immobiliare del nostro Paese. Il Superbonus, tuttavia, ha avuto una storia complessa: fiaccato da continui rimaneggiamenti, controlli inesistenti sui cantieri e, adesso, corse contro il tempo per la chiusura lavori a qualsiasi costo. Ebbene, il problema è proprio il costo di questo approccio, basato sul solo parametro temporale che -ne abbiamo la certezza- porterà con sé gravi vizi legati alla qualità dei materiali utilizzati, alle necessarie procedure di verifica, ai costi sociali ed economici che ne deriveranno.
Il livellamento verso il basso della qualità del risultato finale dei lavori, investe, inevitabilmente, la qualità dell’abitare dei cittadini, oltre che rappresentare un extra costo, in termini economici, di cui si sottovaluta tutt’oggi la portata. Entro 10 anni, le compagnie di assicurazione, ove previste, si troveranno a fronteggiare costi di ripristino importanti e diffusi, per porre rimedio alle situazioni che matureranno.
Gran parte di queste problematiche sarebbero state drasticamente ridotte se si fosse previsto, sin dal primo momento, il coinvolgimento di società di ispezione accreditate, di risk managers, così come l'utilizzo di protocolli di certificazione, utili non solo come linea guida di progettazione e costruzione, ma anche come strumento di rendicontazione.
Nulla che non sia già a disposizione.