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15/11/2025

La BCE congela i tassi: stop ai tagli e mutui su livelli storicamente più che accettabili

La Banca Centrale Europea mantiene i tassi fermi e il ciclo di tagli sembra essere giunto al termine. Il mercato dei mutui ritrova equilibrio con il variabile più conveniente del fisso, ma la prudenza prevale. Oltre il 92% degli italiani sceglie ancora la rata stabile.

BCE, tassi fermi: per i mutui si apre una fase di stabilità

La Banca Centrale Europea sceglie la prudenza e conferma la pausa nel percorso di riduzione del costo del denaro. Nella riunione del 30 ottobre — la penultima del 2025 — Francoforte ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, dopo otto tagli consecutivi tra giugno 2024 e giugno 2025, che avevano portato a un calo complessivo di 200 punti base. Il tasso sui depositi resta al 2,00%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%.

Prudenza e divergenze tra Banche Centrali

Il ciclo di tagli al costo del denaro, che tra la seconda parte del 2024 e la prima del 2025 ha permesso ai tassi sui mutui casa di scendere sensibilmente, sembra essere giunto al termine. La decisione della BCE, ampiamente prevista dai mercati, conferma la volontà di Christine Lagarde e colleghi di operare con prudenza sui tassi di riferimento in un contesto geopolitico incerto, tenendo sotto controllo i dati riguardo a inflazione e crescita economica nell’Eurozona.

Una decisione largamente attesa dai mercati: l’inflazione è ormai prossima all’obiettivo del 2% e la crescita dell’Eurozona procede in linea con le aspettative, pur in un contesto reso fragile dalle tensioni geopolitiche e commerciali.

Differente la posizione oltreoceano della FED, che ha tagliato i tassi di 25 punti base mercoledì 29 ottobre, dando seguito al primo taglio di settembre e segnando l’inizio di una fase di politica monetaria più espansiva.

La BCE mantiene un approccio più cauto guidato dai dati e valutando di volta in volta la rotta più adatta per la politica monetaria, molto simile a quello della Bank of England che resta attendista, aspettando conferme sull’andamento dell’inflazione. Si prevede quindi stabilità nel mercato dei mutui, che rimarranno a livelli storicamente più che accettabili per i prossimi mesi.

Mutui stabili: variabile più conveniente, ma il fisso domina

La stabilità della politica monetaria europea si riflette sul mercato dei mutui, dove il tasso variabile torna più conveniente rispetto al fisso. A ottobre il TAN medio dei mutui a tasso variabile si attesta al 2,69%, contro il 3,27% del mutuo a tasso fisso, con valori pressoché invariati rispetto a settembre. La differenza di circa 60 punti base genera un concreto vantaggio per chi sceglie l’indicizzato.

Su un mutuo ventennale da 180.000 euro, la rata mensile è di 971 euro contro 1.023 euro del fisso, pari a un risparmio di 52 euro al mese e oltre 12.500 euro in vent’anni. Su un mutuo trentennale, la rata scende a 729 euro per il variabile contro 785 euro per il fisso, con un vantaggio di 56 euro mensili e più di 20.200 euro sull’intera durata.

Eppure, nonostante la convenienza economica, la stragrande maggioranza degli italiani continua a preferire la sicurezza del tasso fisso. Nel terzo trimestre del 2025, il 92,5% delle richieste di mutuo riguarda questa formula, contro appena il 5,5% per il variabile. Si tratta del valore più alto dal 2023, ma resta lontano dai livelli del 2022, quando il 27,7% dei richiedenti optava per il tasso indicizzato, favorito allora da una forbice di 150 punti base a favore del variabile (1,70% contro 3,17%).

Il quadro di calma è confermato anche dagli indici di riferimento. L’Euribor a uno e tre mesi, che guida i mutui variabili, resta vicino alla soglia del 2%, con valori rispettivamente di 1,89% e 2,07%. Per i mutui a tasso fisso, l’IRS a 20 e 30 anni si mantiene attorno al 2,89%, dopo aver superato di poco il 3% nel mese precedente.

Mutui green: il risparmio migliore è sostenibile

Tra le varie tipologie di finanziamento, si confermano protagonisti i mutui green, dedicati all’acquisto o alla ristrutturazione di immobili ad alta efficienza energetica. Le banche continuano a premiare questa formula con tassi agevolati inferiori di 40-50 punti base rispetto ai mutui tradizionali.

Dalle rilevazioni del 29 ottobre emerge che, sullo stesso mutuo ventennale da 180.000 euro, la migliore offerta green a tasso fisso ha un TAN del 2,80% e una rata di 980 euro, cioè 43 euro in meno rispetto alla media di mercato, con un risparmio complessivo di 10.200 euro.

Ancora più vantaggioso il caso del variabile green, con un TAN del 2,19%, una rata di 927 euro e un risparmio mensile di 44 euro rispetto alla media, per un totale di oltre 10.500 euro lungo la durata del finanziamento.

Queste offerte confermano che la sostenibilità non è solo un valore ambientale ma anche una leva economica concreta, capace di offrire migliori condizioni a chi investe in efficienza.
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📣 Mutui, proroga della garanzia pubblica Consap per i giovani fino al 2027🔵 La manovra di Bilancio 2025 ha prorogato fin...
04/11/2024

📣 Mutui, proroga della garanzia pubblica Consap per i giovani fino al 2027

🔵 La manovra di Bilancio 2025 ha prorogato fino al 2027 lo stanziamento per il Fondo prima casa, che offre una garanzia pubblica a famiglie e giovani sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale. Si tratta di una parziale stabilizzazione della misura fin qui prorogata di anno in anno.

Come funziona il Fondo prima Casa? 🧐
Il Fondo prima Casa è rivolto a tutti i cittadini non proprietari di altri immobili a uso abitativo e prevede una garanzia pubblica di almeno il 50%. Uno strumento che viene incontro al desiderio di una casa di proprietà che da sempre caratterizza gli italiani, senza particolari differenze a livello generazionale.

Se hai bisogno di ulterio informazioni, non esitare a contattarmi! 📞

07/10/2024
🔵 La BCE ha tagliato i tassi di altri 25 punti base! 📉Oggi la BCE ha annunciato un ulteriore taglio dei tassi d'interess...
12/09/2024

🔵 La BCE ha tagliato i tassi di altri 25 punti base! 📉

Oggi la BCE ha annunciato un ulteriore taglio dei tassi d'interesse di 25 punti base. Questa decisione avrà un impatto diretto su molte persone, in particolare su chi ha un mutuo o sta pensando di accenderne uno.

Cosa significa tutto questo?
Il calo dei tassi d'interesse è una buona notizia soprattutto per chi ha optato per un mutuo a tasso variabile, che potrebbe finalmente vedere una riduzione delle rate mensili. Questo nuovo taglio rappresenta un respiro di sollievo per molti, dopo un lungo periodo di tassi elevati.

E per il futuro?
Ci auguriamo che questa tendenza possa continuare, consentendo a sempre più famiglie e imprese di beneficiare di condizioni più favorevoli per l'accesso al credito.

26/08/2024

Mutui, la discesa dei tassi traina le richieste: +3,4%

Il calo dei tassi di interesse traina le richieste di mutui, con un +3,4% registrato nel primo semestre 2024. È quanto emerge dal Barometro CRIF. Domande salite al +5,8% nel solo mese di giugno 2024. A spingere al rialzo il trend dei mutui anche le surroghe. Ecco come trovare un’offerta vantaggiosa.

La discesa dei tassi di interesse spinge le domande di mutui: +3,4% nel primo semestre del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se si considera solo il mese di giugno 2024, l’andamento nelle richieste di mutui arriva a un +5,8%. È vero che l’aumento delle richieste per un finanziamento ipotecario, come evidenziato dai dati raccolti dal Sistema di Informazioni Creditizie EURISC, continuano ad essere influenzate dal fenomeno delle surroghe: le domande di portabilità di un mutuo in corso sono aumentate del +6,4% nel primo trimestre 2024 a confronto dei primi tre mesi del 2023.

Questo è il quadro disegnato dall’aggiornamento periodico del Barometro CRIF che prende in esame l’andamento della domanda di mutui in Italia. Da questa dettagliata analisi del mercato mutui emerge inoltre che l’importo medio richiesto registra una lieve crescita (+1%), attestandosi a 145.687 euro nel periodo gennaio-giugno 2024.

Tassi in calo e surroghe trainano le richieste di mutui
“La domanda di mutui nei primi mesi dell’anno è stata influenzata positivamente dall’offerta di mutui a tasso fisso sempre più competitiva, che in particolare ha favorito le surroghe e che, unitamente alle prospettive di riduzione dei tassi, dovrebbe infondere maggiore stabilità e sicurezza alle famiglie nel programmare spese a lungo termine - spiega Simone Capecchi, executive director di CRIF -. Un elemento che in prospettiva condizionerà ulteriormente lo sviluppo del mercato è la direttiva case green che, approvata dal Parlamento europeo lo scorso marzo, pone degli obiettivi di efficientamento degli immobili per il 2035, con target intermedi da raggiungere nel 2030. Infine, nei prossimi mesi, per effetto della dinamica di crescita, si potrebbe registrare un leggero aumento dei rischi di insolvenza, ma in una dinamica sostanzialmente accettabile”.

Richieste di mutuo delle famiglie italiane: durata, età e importo
Il Barometro CRIF osserva anche che l’analisi della distribuzione per fascia di importo rivela che le richieste di mutuo per importi compresi tra 100.000 e 150.000 euro rimangono la soluzione preferita (30,4% del totale), seguite dalla classe di importo 150.000-300.000 euro (27,4%) e sul terzo gradino del podio (18,7%) quelle in un range tra i 75.000 e i 100.000 euro.

La maggioranza delle richieste prevede piani di rimborso superiori ai 15 anni: infatti, soltanto il 10,1% delle domande di mutui è per un piano di ammortamento inferiore ai 15 anni. La parte del leone la fanno i piani di rimborso da 25 a 30 anni con il 37,3%, confermando la tendenza delle famiglie a privilegiare piani di rimborso dilazionati. La fascia di età più rappresentativa è tra i 25-44 anni (61,2% del totale), seguita da quella tra i 45-54 anni (23,2%).

Mutuo: ecco come trovare un’offerta vantaggiosa
Secondo le previsioni degli analisti, le richieste di mutui dovrebbero subire un’ulteriore accelerazione nel secondo semestre 2024, non solo sull’onda del taglio del costo del denaro varato dalla BCE (Banca centrale europea) a giugno 2024, ma anche sull’ipotesi di una seconda riduzione dei tassi di interesse per settembre 2024 o, al più tardi, in autunno.

Per chi sia interessato a trovare le offerte convenienti ad agosto 2024 per un mutuo casa o sia interessato a una surroga, cioè la portabilità (a costo zero) del mutuo in corso da una banca a un’altra, permettendo al mutuatario di beneficiare di condizioni più vantaggiose e di risparmiare sulla rata, c’è il comparatore di Credipass.it, il tool digitale e gratuito che confronta le migliori offerte fra le banche partner ad agosto 2024.

Surroga: scopri come risparmiare sulla rata mensile
Come detto, per chi avesse invece già in corso un mutuo, per esempio per l’acquisto della casa, una mossa decisamente conveniente è quella della surroga del mutuo per provare a risparmiare sulla rata. Va infatti sottolineato che la surroga è lo strumento migliore per trasferire un mutuo in un’altra banca cambiandone le condizioni in modo gratuito: per esempio, passando da un tasso variabile a uno fisso, oppure allungando la durata del piano di rimborso per abbassare l’importo della rata mensile.

C’è da notare che di solito, le banche dicono sì alla surroga di un mutuo se il residuo è di almeno il 50%. L’importante sul lato del consumatore è di valutare più offerte e compararle tra loro, al fine di trovare la soluzione più conveniente e che faccia risparmiare sulla rata.Mutui, la discesa dei tassi traina le richieste: +3,4%

Il calo dei tassi di interesse traina le richieste di mutui, con un +3,4% registrato nel primo semestre 2024. È quanto emerge dal Barometro CRIF. Domande salite al +5,8% nel solo mese di giugno 2024. A spingere al rialzo il trend dei mutui anche le surroghe. Ecco come trovare un’offerta vantaggiosa.

La discesa dei tassi di interesse spinge le domande di mutui: +3,4% nel primo semestre del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se si considera solo il mese di giugno 2024, l’andamento nelle richieste di mutui arriva a un +5,8%. È vero che l’aumento delle richieste per un finanziamento ipotecario, come evidenziato dai dati raccolti dal Sistema di Informazioni Creditizie EURISC, continuano ad essere influenzate dal fenomeno delle surroghe: le domande di portabilità di un mutuo in corso sono aumentate del +6,4% nel primo trimestre 2024 a confronto dei primi tre mesi del 2023.

Questo è il quadro disegnato dall’aggiornamento periodico del Barometro CRIF che prende in esame l’andamento della domanda di mutui in Italia. Da questa dettagliata analisi del mercato mutui emerge inoltre che l’importo medio richiesto registra una lieve crescita (+1%), attestandosi a 145.687 euro nel periodo gennaio-giugno 2024.

Tassi in calo e surroghe trainano le richieste di mutui
“La domanda di mutui nei primi mesi dell’anno è stata influenzata positivamente dall’offerta di mutui a tasso fisso sempre più competitiva, che in particolare ha favorito le surroghe e che, unitamente alle prospettive di riduzione dei tassi, dovrebbe infondere maggiore stabilità e sicurezza alle famiglie nel programmare spese a lungo termine - spiega Simone Capecchi, executive director di CRIF -. Un elemento che in prospettiva condizionerà ulteriormente lo sviluppo del mercato è la direttiva case green che, approvata dal Parlamento europeo lo scorso marzo, pone degli obiettivi di efficientamento degli immobili per il 2035, con target intermedi da raggiungere nel 2030. Infine, nei prossimi mesi, per effetto della dinamica di crescita, si potrebbe registrare un leggero aumento dei rischi di insolvenza, ma in una dinamica sostanzialmente accettabile”.

Richieste di mutuo delle famiglie italiane: durata, età e importo
Il Barometro CRIF osserva anche che l’analisi della distribuzione per fascia di importo rivela che le richieste di mutuo per importi compresi tra 100.000 e 150.000 euro rimangono la soluzione preferita (30,4% del totale), seguite dalla classe di importo 150.000-300.000 euro (27,4%) e sul terzo gradino del podio (18,7%) quelle in un range tra i 75.000 e i 100.000 euro.

La maggioranza delle richieste prevede piani di rimborso superiori ai 15 anni: infatti, soltanto il 10,1% delle domande di mutui è per un piano di ammortamento inferiore ai 15 anni. La parte del leone la fanno i piani di rimborso da 25 a 30 anni con il 37,3%, confermando la tendenza delle famiglie a privilegiare piani di rimborso dilazionati. La fascia di età più rappresentativa è tra i 25-44 anni (61,2% del totale), seguita da quella tra i 45-54 anni (23,2%).

Mutuo: ecco come trovare un’offerta vantaggiosa
Secondo le previsioni degli analisti, le richieste di mutui dovrebbero subire un’ulteriore accelerazione nel secondo semestre 2024, non solo sull’onda del taglio del costo del denaro varato dalla BCE (Banca centrale europea) a giugno 2024, ma anche sull’ipotesi di una seconda riduzione dei tassi di interesse per settembre 2024 o, al più tardi, in autunno.

Per chi sia interessato a trovare le offerte convenienti ad agosto 2024 per un mutuo casa o sia interessato a una surroga, cioè la portabilità (a costo zero) del mutuo in corso da una banca a un’altra, permettendo al mutuatario di beneficiare di condizioni più vantaggiose e di risparmiare sulla rata, c’è il comparatore di Credipass.it, il tool digitale e gratuito che confronta le migliori offerte fra le banche partner ad agosto 2024.

Surroga: scopri come risparmiare sulla rata mensile
Come detto, per chi avesse invece già in corso un mutuo, per esempio per l’acquisto della casa, una mossa decisamente conveniente è quella della surroga del mutuo per provare a risparmiare sulla rata. Va infatti sottolineato che la surroga è lo strumento migliore per trasferire un mutuo in un’altra banca cambiandone le condizioni in modo gratuito: per esempio, passando da un tasso variabile a uno fisso, oppure allungando la durata del piano di rimborso per abbassare l’importo della rata mensile.

C’è da notare che di solito, le banche dicono sì alla surroga di un mutuo se il residuo è di almeno il 50%. L’importante sul lato del consumatore è di valutare più offerte e compararle tra loro, al fine di trovare la soluzione più conveniente e che faccia risparmiare sulla rata.

25/03/2024

Mutui, tassi (finalmente) in calo a febbraio: giù fisso e variabile

Inversione di tendenza sui tassi per i mutui. L’IRS a 10 anni è al 2,69%, meno 83 punti rispetto a ottobre 2023. L’Euribor a 3 mesi al 3,91%, meno 10 punti. Lo rivela l’ABI. In discesa anche il tasso medio sulle nuove operazioni al 3,99%. Per chi stia cercando un mutuo conveniente, ecco come fare.

Tassi mutui in calo a febbraio 2024

Timido calo dei tassi. Un’inversione di tendenza che fa “respirare” i mutui. La conferma arriva dal rapporto mensile dell’ ABI. L’Associazione bancaria italiana rileva che il tasso IRS (l’indice di riferimento per i prestiti a tasso fisso) a 10 anni, nei primi 14 giorni di febbraio 2024, è stato in media del 2,69%, in discesa di 83 punti rispetto al picco di ottobre 2023.

Buone notizie anche per i mutui a tasso variabile: il tasso EURIBOR a 3 mesi nei primi 14 giorni di febbraio è stato in media del 3,91%, in diminuzione di 10 punti rispetto al massimo registrato sempre lo scorso ottobre. Analizzando il report dell’ABI emerge ancora che il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni è diminuito a gennaio 2024 al 3,99%, rispetto al 4,42% di dicembre 2023 e al 4,50% di novembre 2023.

Segnali incoraggianti guardando a Francoforte

Queste cifre sono un piccolo segnale incoraggiante. Anche se gli occhi rimangono puntati su Francoforte. Infatti, i mercati aspettano un taglio del costo del denaro da parte della Banca centrale europea. Osservano dall’ABI: “Gli andamenti dell’economia dell’area dell’euro e di quella italiana continuano a mostrare che gli effetti della politica monetaria restrittiva realizzata dalla BCE continuano a manifestarsi. Tali effetti possono cogliersi anche nel mercato bancario in Italia. Tuttavia, negli ultimi mesi si stanno manifestando i primi segnali di diminuzione dei tassi di mercato rispetto ai precedenti valori massimi”.

BCE prudente, Lagarde: sui tassi guarderemo i dati

I mercati giocano d’anticipo rispetto all’ipotesi che l’Istituto centrale di Francoforte riduca i tassi in estate (forse già a giugno). Eppure, parlando alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, la presidente della BCE, Christine Lagarde, non è arretrata di un centimetro dalla linea della prudenza: “Non dirò se taglieremo i tassi a tarda primavera o a inizio estate ma siamo fiduciosi sul percorso verso il 2% dell’inflazione”. Ha ripetuto che si guarderanno i dati e poi solo sulla base del loro andamento si prenderà una decisione. Ed è proprio per raggiungere l’obiettivo di un’inflazione a quota 2% nell’Eurozona, che la Banca centrale europea ha deciso dieci rialzi consecutivi del costo del denaro da luglio 2022 a settembre 2023.

Mutui e compravendite di case: il crollo del NordOvest

Intanto, l’ISTAT certifica un calo delle compravendite immobiliari nella prima metà dello scorso anno e una ancora più consistente contrazione dei mutui. Spiegano dall’Istituto di statistica: nel primo semestre 2023 il mercato immobiliare, con 446.416 convenzioni notarili di compravendita, ha registrato un andamento in ribasso rispetto allo stesso periodo del 2022 (-13,7%). La flessione ha interessato il settore abitativo (-14,4%), con variazioni negative superiori alla media nazionale: nel NordOvest (-19,3%) e al Centro (-17,0%); più lieve il calo nel NordEst (-11,1%), Sud (-10,2%) e isole (-5,2%).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (152.094 nel primo semestre 2023) sono state in forte calo (-33,3%). La diminuzione ha riguardato maggiormente il NordOvest (-38,7%) e il Centro (-35,1%). È stata più contenuta al Sud (-29,2%), nel NordEst (-28,1%) e nelle isole (-26,6%).

18/03/2024

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