ConfapiD

ConfapiD Confapid Calabria riunisce le imprese regionali alla cui conduzione le donne contribuiscono in maniera esclusiva o determinante.

All’interno della Confapi Calabria è costituito il Gruppo della Confapid Calabria che riunisce le imprese regionali alla cui conduzione le donne contribuiscono in maniera esclusiva o determinante. L’associazione collabora con tutte le istituzioni competenti in ambito provinciale, regionale, nazionale, comunitario ed internazionale per la promozione delle imprese associate appartenenti alla Confapi

Calabria e svolge un ruolo di rappresentanza nei confronti delle principali istituzioni pubbliche e private, tutelando gli interessi sociali ed economici delle donne imprenditrici. Per raggiungere tali scopi l’associazione promuove momenti di aggregazione e di confronto utili per sostenere lo sviluppo dell’imprenditoria femminile. Altri obiettivi sono: l’assistenza delle associate nella crescita professionale e culturale, l’incentivo ad una sempre maggiore partecipazione delle donne imprenditrici a tutti i momenti della vita associativa interna alla Confapi Calabria, la promozione di scambi di esperienze imprenditoriali con associazioni femminili in ambito regionale, nazionale ed europeo. Il Gruppo delle Donne Imprenditrici Confapi si è costituito nel mese di Febbraio 2015. ConfapiD, riunisce tutte le aziende in “rosa” aderenti al sistema Confapi Calabria. Obiettivo del Gruppo è quello di promuovere il ruolo e l’immagine delle donne con responsabilità d’impresa oltre che divenire un centro di aggregazione e confronto sull’imprenditorialità femminile, in particolare quella legata alla realtà delle Piccole e Medie Imprese. A rappresentare le imprenditrici di ConfapiD è Pasqualina Salis, imprenditrice nel campo della ristorazione. Della ConfapiD fanno parte anche le imprenditrici con il ruolo di Vicepresidente: Ida Borrelli, Marta Brambilla, Cristina Callari Ionescu, Veronica Guglielmelli, Manuela Guido, Patrizia Maffei, Tiziana Pedatelli, Mariella Politano. ConfapiD si propone di:

Promuovere e sviluppare i rapporti con gli Enti e le Istituzioni di riferimento. Promuovere l’immagine delle donne imprenditrici e delle loro specificità culturali e sociali. Promuovere l’incontro, il confronto, il dibattito, tra le donne imprenditrici associate. Promuovere la divulgazione e la ricerca di nuove soluzioni agli specifici problemi istituzionali, sociali, politici, economici e tecnici delle PMI femminili. Promuovere la partecipazione ed il graduale inserimento delle donne imprenditrici negli organi statutari di Confapi. Delegare proprie rappresentanti nelle strutture nazionali della ConfapiD.

Omaggio alle donne   Un libro molto bello, che si legge tutto d'un fiato. Un viaggio nell'universo femminile, fatto di d...
13/03/2016

Omaggio alle donne
Un libro molto bello, che si legge tutto d'un fiato. Un viaggio nell'universo femminile, fatto di donne geniali, donne ribelli, donne vittime. Complimenti Arcangelo Badolati

Un giorno per la Donna non basta
08/03/2016

Un giorno per la Donna non basta

07/03/2016

Le aziende che vanno meglio? Hanno le donne al vertice. Lo dice il rapporto del FMI
Grazie a Christine Lagarde, che dirige l'organizzazione internazionale, un nuovo studio appena pubblicato quantifica finalmente l'impatto positivo di una dirigenza al femminile, prendendo in esame due milioni di aziende in tutta Europa

LE DONNE STRANIERE SUL LAVOROSono più brave a costruire un percorso di carriera Le straniere investono di più su se stes...
12/02/2016

LE DONNE STRANIERE SUL LAVORO
Sono più brave a costruire un percorso di carriera Le straniere investono di più su se stesse: uno studio condotto dall’americana Workplacetrend.com, per esempio, rivela che gli uffici del personale ricevono più richieste da parte delle donne per formazione e occasioni di crescita. E ancora: mentre in Italia, solo il 6% dei membri di consigli di amministrazione è donna, in Spagna siamo al 18%, in Germania e negli Stati Uniti al 19%, in Francia al 29%, per non parlare della Finlandia prossima all’obiettivo del 40%. “Avere un piano ben preciso di crescita significa essere consapevoli del proprio valore e delle proprie capacità”, commenta Francesca Contardi, docente di “Gestione delle carriere: ricerca, selezione, coaching e training delle persone” all’Università Carlo Cattaneo - LIUC.

AVVISO AGLI INCIVILI(Uno in via Longeni come da foto)
09/01/2016

AVVISO AGLI INCIVILI
(Uno in via Longeni come da foto)

07/01/2016

MATERNITÀ E LAVORO, IN ITALIA LA CONCILIAZIONE RESTA DIFFICILE
Secondo l'Istat, il 30% delle donne occupate ha lasciato l’impiego dopo la gravidanza. Qualcosa comunque si muove, complice anche l'avanzare dello smart working

Diventare mamma e continuare a lavorare. In Italia in molti casi è ancora un connubio difficile da realizzare. Come dimostra una recente indagine dell'Istat secondo cui il 30% delle donne occupate ha lasciato l’impiego dopo la gravidanza. E tra quelle nate dopo il 1964, che dovrebbero rappresentare la fascia più attiva da un punto di vista lavorativo, il 25% è senza lavoro perché ha deciso di licenziarsi dopo essere diventata mamma. A rincarare la dose è anche l'Ocse secondo cui l'Italia è uno dei membri dell'Unione Europea (insieme a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) dove si registra il tasso di occupazione minore tra le donne con almeno tre figli. Inoltre, il periodo di congedo per maternità concesso alle lavoratrici italiane è di molto inferiore alla media Ue ed è accompagnato dalla scarsità di forme di congedo parentale per gli uomini. Inevitabile che i riflettori si siano accesi da tempo sulla questione. Anche alla luce di recenti ricerche che dimostrano come la presenza femminile in azienda aumenta le performance, sia in termini di crescita che di redditività, migliora la capacità di problem solving dei team di lavoro e fa crescere in meglio la reputazione dell’impresa. Per agevolare il lavoro femminile, il Governo ha introdotto tramite il Jobs Act contributi dimezzati per chi assume, tra gli altri, lavoratrici disoccupate da oltre dodici mesi o donne di qualsiasi età senza lavoro da almeno 24 mesi, ovunque residenti. Mentre nel disegno di legge collegato alla legge di Stabilità 2016 è stato introdotto e disciplinato lo smart working o lavoro agile che consente una gestione flessibile degli impegni e degli orari di lavoro grazie all'utilizzo dei moderni strumenti tecnologici. Una caratteristica che lo rende uno strumento adatto a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro anche dopo la maternità. E dunque sempre più utilizzato all’interno delle aziende.

AL VIA CONCILIAZIONE LAVORO-FAMIGLIAINCENTIVI AL LAVORO "AGILE"Estesi all’attività «da remoto» salari, agevolazioni, con...
05/01/2016

AL VIA CONCILIAZIONE LAVORO-FAMIGLIA

INCENTIVI AL LAVORO "AGILE"
Estesi all’attività «da remoto» salari, agevolazioni, controlli e tutele Favorita la produttività, meno costi fissi.
CHE COSA SIGNIFICA LAVORO AGILE
Lavoro «agile» significa solo in parte in azienda
Il lavoro agile consiste in una prestazione lavorativa svolta solo in parte all’interno dell’azienda, anche utilizzando strumenti tecnologici, ma rispettando i vincoli massimi di orario stabiliti dalla contrattazione. Per lavorare in modalità agile è necessario un accordo scritto tra datore e lavoratore; l’accordo può essere a tempo indeterminato, o determinato. Governo pronto a regolare questa modalità con un provvedimento presentato a gennaio in Parlamento.
IL LAVORATORE CONSERVA PIENI DIRITTI
Per il lavoratore in modalità agile la retribuzione è la stessa degli altri colleghi subordinati che lavorano esclusivamente in azienda (a parità di mansioni); non ci sono penalizzazioni di carriera. Il salto in avanti rispetto al passato è aprire a una retribuzione svincolata dall’orario, ma legata alla produttività. Un’altra novità è l’estensione al lavoro in modalità agile degli incentivi fiscali e contributivi previsti dalla legge di Stabilità in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza dell’impiego.
SI AI CONTROLLI A DISTANZA E TUTELA DELLA SICUREZZA
Novità anche per le imprese: le nuove norme ammettono il controllo a distanza sul dipendente che dovrà avvenire all’interno del nuovo articolo 4 dello Statuto (bisognerà dare un’informativa preventiva adeguata) e sarà cura dell’impresa la tutela e la sicurezza del lavoratore in modalità agile . Oltre alla classica assicurazione Inail, il datore dovrà consegnare una informativa periodica, con cadenza almeno annuale, nella quale individuare eventuali rischi generali e specifici

05/01/2016
03/01/2016
Imprenditrici e dirigenti di successo
02/01/2016

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Protagoniste in ConfapiD
02/01/2016

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