22/06/2026
🗳️ Negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni di mid term e i mercati guardano a un possibile Congresso diviso, scenario che storicamente piace perché evita scelte estreme.
Ma alcune analisi indicano che questo potrebbe essere lo scenario meno probabile, con una possibile vittoria piena dei democratici o, in alternativa, un controllo totale repubblicano.
🔥 Sullo sfondo, si chiude il conflitto con l’Iran: una trattativa accelerata, con molti punti ancora aperti. Le scorte di petrolio continueranno a scendere per inerzia nelle prossime settimane.
🏛️ Trump deve ora tornare sul fronte interno, tra inflazione da contenere e pressione politica sull’affordability.
Al Tesoro il compito di evitare un dollaro debole e tenere a bada i tassi lunghi; alla Fed, Warsh deve frenare i falchi e impedire rialzi in un momento in cui tagliare è impossibile.
🦅 Non potendo essere colomba sui tassi, Warsh sceglie di mostrarsi più falco a parole, per calmare la parte lunga della curva e favorire tassi sui mutui più bassi entro novembre.
🎯 Attacca anche la guidance, per restituire ai mercati il loro ruolo naturale: scoprire i prezzi senza essere guidati passo passo dalla Fed.
📉 Senza guidance, la volatilità potrebbe aumentare… oppure diminuire, perché i mercati potrebbero diventare più prudenti. Sarà il tempo a dirlo.
🌤️ Ora che il conflitto è chiuso, entriamo in una fase più distesa.
📈 La tecnologia appare sazia di rialzi: non ci sono segnali negativi, ma nemmeno nuovi catalizzatori.
🔄 È un contesto favorevole alle rotazioni selettive: non una fuga dalla tecnologia, ma la ricerca di alternative rimaste indietro durante la corsa all’AI.
✨ Brillano infatti le aziende tradizionali che stanno integrando seriamente l’intelligenza artificiale, mentre alcuni ciclici restano più deboli.