DecamerOntrip

DecamerOntrip IL DECAMERONE DEL MONDO PERDUTO
Una Social Novella al giorno ispirata ai luoghi dello Stivale. Un pa

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04/06/2020

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All'universitร  me la immaginavo diversa la mia vita post-laurea, archeologo in Asia Minore o al British di Londra. Invece mi ritrovo qui, in un archivio storico a riordinare tomi medievali.

Erano questi i pensieri di quei giorni,quando un pomeriggio mi capitรฒ sottomano un manoscritto medievale da catalogare che mi colpรฌ: ๐˜Š๐˜ณ๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ข๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ฆ ๐˜ต๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ง๐˜ช๐˜ฏ๐˜ฆ. Lo aprii e capii che parlava di alcune leggende medievali del Libero Comune di Todi. Lo sfogliai incuriosito fin quando una pagina mi gelรฒ:essa era interamente scritta con uno strano e antico alfabeto.

Lessi quindi le pagine precedenti per capire meglio. C'era scritto che quei caratteri erano una copia della decorazione del mantello della statua della Madonna della Pasquarella, conservata nel Medioevo nell'eremo nelle gole del Forello. La decorazione era stata copiata successivamente anche su una pergamena,conservata nella chiesa di S.Leonardo, nel vicino castello del Forello,dove era venerata in epoca medievale come una reliquia chiamata ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ญ๐˜ฆ๐˜ต๐˜ต๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜‹๐˜ช๐˜ฐ, perchรจ si riteneva scritta nella lingua dei Cieli,e protetta da un demone sottoforma di toro che si aggirava nei dintorni della chiesa.

Quanto lessi mi incuriosรฌ al punto che strappai la pagina con l'intenzione di approfondire.La portai a una mia vecchia compagna di universitร  laureata in storia antica, raccontandogli anche cosa avevo letto.

Poco dopo tornรฒ con la traduzione, agitatissima, dicendo che si trattava della lingua fenicio-punica: ๐˜œ๐˜ฏ๐˜ข ๐˜ฏ๐˜ฐ๐˜ต๐˜ต๐˜ฆ, ๐˜‰๐˜ข๐˜ข๐˜ญ ๐˜๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฎ๐˜ฐ๐˜ฏ, ๐˜‹๐˜ช๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ ๐˜ด๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ฆ, ๐˜จ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ฐ๐˜ด๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ ๐˜ค๐˜ณ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ค๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ ๐˜ค๐˜ถ๐˜ญ๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜›๐˜ข๐˜ฏ๐˜ช๐˜ต, ๐˜‹๐˜ฆ๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ข ๐˜“๐˜ถ๐˜ฏ๐˜ข, ๐˜ฐ๐˜ต๐˜ต๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜ท๐˜ข ๐˜ต๐˜ณ๐˜ข ๐˜จ๐˜ญ๐˜ช ๐˜ถ๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ช, ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ค๐˜ช๐˜ด๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ต๐˜ณ๐˜ข๐˜ฅ๐˜ช๐˜ณ๐˜ญ๐˜ช ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข๐˜ค๐˜ครฒ ๐˜ญ๐˜ข ๐˜‹๐˜ฆ๐˜ข ๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ต๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ณ๐˜ข ๐˜ฐ๐˜ด๐˜ต๐˜ช๐˜ญ๐˜ฆ ๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ณ ๐˜ช ๐˜ด๐˜ถ๐˜ฐ๐˜ช ๐˜ง๐˜ช๐˜จ๐˜ญ๐˜ช.
Il testo concludeva dicendo che nessuno dei due vinse, si indebolirono cosรฌ tanto da non riuscire piรน a proteggere i loro figli che verranno dunque sterminati dai potenti Dei guerrieri dei loro nemici.

La storia si faceva sempre piรน intrigante e confusa, cosรฌ decidemmo di andare nel solo luogo noto: i resti della chiesa di S.Leonardo al Castello del Forello. Arrivati lรฌ, la vegetazione si era ormai impossessata delle rovine. Pulimmo per giorni le antiche mura dalle piante, senza scoprire nulla. Fino a che un giorno, su una lastra pavimentale in pietra ricoperta di mu**hi, trovammo scolpito un simbolo che somigliava molto ad uno che si trovava nel testo in lingua punica.

Esso indicava la Dea Tanit oltre a ricordare, nelle sue forme geometriche, la testa di un toro stilizzata. Agitatissimi, togliemmo la lastra e ci trovammo di fronte una cavitร . Legammo dunque le corde ad un albero e ci calammo nell'oscuro antro. Toccato finalmente il suolo roccioso, puntammo le torce contro il buio e ci trovammo davanti ad uno spettacolo indescrivibile: di fronte avevamo lo scheletro di un antico rettile, probabilmente un gigantesco serpente di dimensioni ciclopiche.

Non credevamo ai nostri occhi. Una volta risaliti in superficie non sapevamo cosa pensare, eravamo euforici ma confusissimi, non riuscivamo ad unire i pezzi del puzzle. Andammo a dormire senza trovare una soluzione. La mattina dopo mi alzai e ancora insonnolito, guardando il paesaggio circostante, vidi un forte medievale diruto sulla cima della collina di fronte a noi. Mi venne subito unโ€™illuminazione.

Svegliai la mia amica e gli feci notare quella struttura, spiegandole la mia teoria. Dove eravamo noi simboleggiava la Dea Tanit, Dea della Luna il cui animale sacro era proprio il serpente. Le rovine sulla collina di fronte potevano invece nascondere Baal Hammon, Dio del sole cartaginese. Dovevamo dirigerci dall'altra parte del fiume, in cima alla collina fino al fortilizio per trovare la soluzione.

Era una teoria assurda, ma di tutto l'impossibile che avevamo vissuto fino ad ora non sembrava neanche unโ€™intuizione del tutto strampalata. Non avevamo neanche molto da perdere ormai. Partimmo e raggiungemmo le imponenti rovine medievali chiamate "la Roccaccia".

Pulimmo e cercammo per giorni, ma lรฌ invece non trovammo nulla. Disperati stavamo per rinunciare quando una notte ci venne un'idea. Se Baal Hammon era il Dio del Sole, allora sarร  proprio lui che potrebbe avere la soluzione.

Aspettamo dunque l'alba. I primi raggi fecero capolino nell'orizzonte andando a sb****re sulle colline e notammo che essi illuminarono per primo un punto appena sotto di noi, giรน nella parete ripidissima. Legammo subito delle corde agli alberi e ci calammo. Rimanemmo esterrefatti quando ci trovammo di fronte una grotta.

Entrammo all'interno, la esplorammo velocemente ma non trovammo nulla. Fino a che ci rendemmo conto che il sole illuminava un punto ben preciso lรฌ dentro, a terra. Cosรฌ prendemmo le piccole pale che avevamo negli zaini e cominciammo a scavare proprio lรฌ. Pochi minuti dopo, tirammo in superficie un piccolo cubo in pietra lavorata, non perfettamente levigato. Non c'erano simboli su di esso, cosรฌ, preso il martello lo rompemmo.

Al suo interno si trovava una pergamena. La aprimmo e, in latino, trovammo scritto quello che ancora oggi non sappiamo distinguere se si tratti di storia reale o leggenda: "A.D. 1478. Il mio compito รจ finito e come da istruzioni millenarie della confraternita, lascerรฒ l'ultimo scritto sulla nascita e sull'epilogo del nostro ordine. L'ordine nacque nelle ere antiche in cui il generale Annibale da Cartagine portรฒ la guerra nella terra italica contro Roma.
Vittorioso sul Trasimeno, si accingeva a passare per lo stretto e impervio passaggio chiamato oggi Gole del Forello, pronto a dare il colpo di grazia a Roma indifesa.

Si accampรฒ qui sulla collina dove oggi รจ il castello del Forello per la notte, ma ad un certo punto, nell'oscuritร , dalla grotta dove avete trovato questa pergamena si alzรฒ in volo una bestia che dimorava qui da tempo immemore che attaccรฒ l'esercito cartaginese. I soldati non riuscivano a scalfirla, cosรฌ il generale decise di usare l'arma segreta che portava con sรฉ dalla terra d'Africa appositamente per distruggere Roma.
.. un basilisco, il re dei serpenti, custodito anch'esso da millenni nel tempio della Dea Tanit a Cartagine. La grande bestia alata, che noi chiamiamo Drago e il basilisco si affrontarono in modo terribilissimo e con gran fragore per molto tempo, tra le rocce della gola. Alle prime luci del mattino, nessuno dei due era riuscito ad uccidere l'altro, si erano solamente ridotti in fin di vita.

Allora il basilisco strisciรฒ via lentamente tra le rocce con le poche forze rimaste e il drago invece volรฒ con molta fatica verso la sua tana dove tornรฒ a rifugiarsi. Annibale, senza piรน la sua arma segreta e restรฌo a continuare la marcia nelle gole per paura di essere nuovamente assalito dal drago, decise di non proseguire e non attaccare Roma. In realtร , la bestia alata rimase nei meandri e nei cunicoli nelle colline per millenni. Fino ad oggi.

Infatti, al calar del sole, il drago millenario รจ tornato in superficie e ha iniziato a devastare le nostre terre con incredibile furia. Io, unico e ultimo della confraternita, ho avuto l'onore di fare quello per il quale esistiamo segretamente da millenni: nutrire e proteggere in segreto il basilisco, l'unico in grado di battersi con il drago, per liberarlo il giorno che esso sarebbe tornato a portare morte e distruzione. Ho spalancato le porte della chiesa e tirato su una lastra di pietra da cui uscรฌ l'enorme serpente dalle squame dure e ruvide come pietra grezza.

Le due bestie si sono affrontate con una ferocia e una potenza distruttiva inaudita. Ma รจ il drago che alla fine รจ perito, l'ho visto planare come foglia morta verso la valle e lรฌ infrangersi. Tanit e il suo basilisco hanno vinto. Lo scontro millenario si รจ concluso e con esso anche il mio compito e della confraternita. Il mio destino รจ di rimanere fino alla fine dei miei giorni nel fosso che chiamano della Pasquarella, nell'eremo dove รจ conservata la statua antichissima della Dea, portata qui dai soldati cartaginesi.
Onore a Tanit, la grande Dea immortale!"
Leggemmo l'ultima parola e poi la pergamena si sbriciolรฒ in mille frammenti portati via dal vento, per sempre.

FINE NOVELLA NONA.

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24/04/2020

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La Novella Ottava รจ ambientata a Montecchio, un piccolo borgo nel cuore dell'Umbria incastonato tra verdi e boscose colline. Un altro luogo che sembra che stia lรฌ tranquillo e pacioso da sempre e invece ha molto da dire, a partire dalle sue origini. โ €
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Come molti paesi italiani รจ tutto molto incerto, perรฒ si presume che non molto distante da dove รจ ora il paese, un tempo ci fosse un villaggio umbro-etrusco e non stiamo parlando di qualche decina di abitanti ma di migliaia di anime probabilmente, viste le numerose tombe ritrovate e le altre che si stima vi siano ancora interrate nella ๐—ก๐—ฒ๐—ฐ๐—ฟ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ถ del Vallone S.Lorenzo.โ €
รˆ stato quindi naturale partire da qui.
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Lo svolgersi della novella poi รจ stato ispirato a molti fattori, piรน caratteriali dei suoi abitanti che storici. Infatti la storia di Montecchio, nei secoli, si potrebbe definire con una sola parola: tenacia.
Una tenacia inscalfibile, ritrovandosi infatti in mezzo a lotte intestine medievali tra diversi e litigiosi signorotti di famiglie nobili, scontri che misero a repentaglio spesso l'autonomia di Montecchio ma egli rispose sempre allo stesso modo: lottando.โ €
โ €
Infatti,senza arrendersi a un destino che prospettava angherie e sfruttamento, difesero il bene piรน prezioso per gente semplice quali erano e sono tuttora: i boschi e i terreni che ๐˜ต๐˜ถ๐˜ต๐˜ต๐˜ข la comunitร , liberamente e senza padroni, potevano usare per il pascolo, la legna e le altre attivitร  che in epoche neanche molto lontane erano essenziali per la sopravvivenza.โ €
โ €
รˆ stato dunque naturale il collegamento con un altro elemento, mitologico questa volta, simbolo di forza e invincibilitร : ๐—˜๐—ฟ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ฒ, il semidio che grazie alla sola forza delle proprie braccia e alla sua volontร , superรฒ prove e nemici temibilissimi (tra cui il mostruoso cinghiale di Erimanto, collegamento naturale da inserire visto che l'animale "simbolo" di Montecchio รจ proprio il cinghiale).โ €
โ €
Nella ๐—ก๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ข๐˜๐˜๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฎ, quale altra origine si poteva dare a questa gente, se non quella che nasce dalla tempra e dalla mitologia dell'Essere piรน forte mai esistito?

๐Ÿ“Œ Se ti sei perso la Novella Ottava โ€œDi come le origini sono il tesoro piรน prezioso che si possiedeโ€,la trovi a questo link: https://www.facebook.com/108914790731589/posts/134703684819366/

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Foto e un ringraziamento a Michela Martini

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22/04/2020

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Vi parlerรฒ di come tornai al mio villaggio dopo anni, dei tragici eventi successivi e di un incontro mitico nel momento piรน buio.โ €
โ €
Cavalcavo lentamente in mezzo agli altri ๐˜ฆ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ช๐˜ต๐˜ฆ๐˜ด nella f***a boscaglia, guardinghi per paura delle imboscate di quelle genti che noi romani chiamiamo ๐—ถ๐˜๐—ฎ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ถ. La battaglia di qualche tempo prima a Sentino aveva sbaragliato la coalizione anti romana delle genti italiche, e ora Roma si accingeva a sottometterle definitivamente.โ €
โ €
Per uno scherzo del destino, la mia colonna fu mandata ad occupare un villaggio in una zona etrusco-umbra che io conoscevo benissimo. Davanti a me infatti, potevo giร  scorgere in lontananza il villaggio della mia infanzia, dove io trascorsi gli anni piรน belli prima che mio padre decise di trasferirsi a Roma. Mai perรฒ avrei immaginato che sarei tornato da invasore. โ €
โ €
Giungemmo a mezzogiorno in quello che un tempo era un centro fiorente, ora c'erano solo capanne abitate da pastori e agricoltori. Ci stabilimmo lรฌ, con buona pace degli abitanti. Ritrovai anche qualche amico di infanzia che, in veritร , non si rivelรฒ troppo felice di rivedermi visto che ora io vestivo i panni del traditore.โ €
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I primi giorni, in ogni caso, andรฒ tutto bene e si instaurรฒ un rapporto di reciproco rispetto con gli abitanti. Fino a che non giunse una terribile notte. Il nostro accampamento, appena fuori il villaggio, fu attaccato da assalitori ignoti e molti di noi vennero uccisi, le fiamme erano dappertutto e solo la nostra esperienza di soldati ci fece avere la meglio alla fine.โ €
โ €
Il problema รจ che Roma non perdona mai quando viene versato il suo sangue. Infatti, all'alba, ci fecero schierare in assetto da guerra davanti al villaggio che attaccammo senza pietร . In poco tempo, di esso non rimase che il ricordo e una decina di sopravvissuti in catene il cui destino era giร  segnato: schiavitรน.

Non riuscii a prendere sonno la notte successiva. I ricordi si affollavano nella mia mente, piรน passavano le ore piรน diventava insopportabile la consapevolezza che il mio passato era svanito. Per di piรน per causa mia. Arrivai poi, tra mille travagli interiori, ad una decisione: liberare i sopravvissuti quella stessa notte. Desideravo in fondo al mio cuore che almeno un frammento di quella parte di mondo si salvasse dall'oblรฌo della Storia, glielo dovevo.โ €
โ €
Cosรฌ mi alzai dal giaciglio mentre tutti dormivano, a parte alcuni che erano di guardia.Feci finta di andare alle latrine per poi invece dirigermi verso il palo in cui quegli uomini stavano dormendo, tutti legati ad esso. Mi avvicinai lentamente, sguainaรฌ la daga e tranciai di netto la corda che li legava. Li svegliai tutti facendo loro cenno di stare in silenzio e di seguirmi.โ €
โ €
Era impresa difficilissima far uscire di nascosto dall'accampamento tutte quelle persone e ce la stavo anche per fare in realtร , se non fosse stato che a pochi metri dall'uscita, le due guardie che erano lรฌ ci scoprirono e dettero l'allarme.Non ebbi scelta se non ucciderle prima che tutti gli altri ci venissero addosso e scappare insieme ai superstiti su per i fitti boschi.โ €
โ €
Corremmo non so per quanto tempo su per quei ripidi pendii, fino a che, sfiniti e con il sole che stava sorgendo, ci accasciammo a terra. Il miracolo era compiuto, eravamo tutti vivi. Si poneva un solo problema ora: Roma non ci avrebbe dato pace fino a quando non ci avrebbe trovati.โ €
โ €
Pensavo cosรฌ quando un superstite, un anziano che durante la fuga avevo caricato sulle spalle, mi si avvicinรฒ e in etrusco mi disse di sapere cosa stavo rimuginando ma i romani non erano il vero pericolo ora.Essi non si sarebbero mai addentrati in quella foresta e Il motivo era molto semplice: era maledetta, un grande mostro viveva lรฌ dentro da secoli e nessuno, neanche romano, avrebbe osato attraversarla.
A parte loro.
Loro non avevano scelta.

Riposammo lรฌ, poi riprendemmo il cammino. Camminammo per molte ore fino a quando, sulla cima di una collinetta boscosa, decidemmo di fermarci e stabilirci lรฌ. Noi piรน in forze, lavorammo settimane per costruire delle capanne e creare un piccolo accampamento per proteggerci alla meglio dalla imminente stagione fredda.โ €
โ €
Fu proprio in un giorno di quell'Inverno, in cui stava nevicando copiosamente, che sentimmo strani rumori provenire dal fondo della foresta. Tutto il giorno questi suoni rieccheggiarono nelle nostre orecchie e si stavano avvicinando sempre di piรน. Cosรฌ, giunta la notte, decisi di riprendere fuori la mia daga e di mettermi di guardia fuori dall'accampamento, al gelo.โ €
โ €
Stavo per cedere al sonno e al freddo quando gli alberi di fronte a me cominciarono a piegarsi come fili d'erba al vento con gran frastuono e due enormi luci rosse apparvero dall'oscuritร . Quando lo ebbi davanti non potevo crederci: un cinghiale di dimensioni ciclopiche, gigantesco, con una tripla fila di zanne, setole lunghissime e appuntite come lance e degli occhi di un rosso abbagliante.โ €
โ €
Mi guardรฒ e dalle sue fauci uscรฌ fuori un grugnito che non saprei descrivere tanto era terrificante, sembrava provenire dall'Oltretomba. Non avevo speranze, ma sguainaรฌ comunque la daga per difendermi quando, all'improvviso, sentii un grido.โ €
โ €
Dal buio uscรฌ fuori quello che sembrava un uomo con un bastone enorme in mano. Il cinghiale caricรฒ subito verso di lui e con mia grande sorpresa, l'uomo dette una randellata terrificante sul naso del cinghiale, spezzando di netto le affilatissime setole. Il cinghiale cadde a terra stordito con un gran tonfo e quella figura, con una forza sovrumana, lo prese e lo sollevรฒ fin sopra la sua testa e lo scaraventรฒ a terra con violenza inaudita. Il cinghiale emanรฒ un flebile suono, uno spasmo e poi si immobilizzรฒ.

Quel mostro che aveva terrorizzato quei boschi per secoli, con una forza e una ferocia innaturale,era stato sconfitto nel giro di qualche secondo da quello che sembrava un giovanetto. Non credevo ai miei occhi. Costui si avvicinรฒ e mi chiese se stavo bene. Non riuscii a rispondere se non chiedendogli chi fosse. Mi rispose che viene chiamato in molti modi dagli uomini, gli etruschi lo chiamano Ercle. Mi spiegรฒ che veniva da un regno lontano, e si trovava lรฌ perchรจ il suo re gli aveva promesso l'immortalitร  se avesse portato a termine 12 missioni che lui stesso gli aveva assegnato, una di queste era uccidere il mitologico cinghiale che aveva steso poco prima.

Lo invitai all'accampamento ma lui mi disse che doveva continuare il suo viaggio senza potersi fermare perchรจ era in grande ritardo. Mi chiese solo se avevo delle funi che gli portai subito. Legรฒ il mostro, se lo caricรฒ sulle spalle come fosse un piccolo fagotto e salutandomi, sparรฌ nel buio della foresta.

Gli altri all'accampamento, attirati dal furioso trambusto, erano usciti tutti a vedere e pensarono che un tale prodigio era un segno degli Dei.
Decidemmo dunque di non spostarci da lรฌ e con il tempo, quel gruppo di capanne divenne un villaggio vero e proprio inserito pienamente nei possedimenti di Roma, ignari che esso era nato da dei fuggiaschi.
Il nome latino che fu scelto non era altro che la semplice traduzione del precedente nome etrusco che noi, i fondatori, avevano dato al villaggio:
Mons Herculis.

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๐Ÿ“ ๐—ข๐—ฟ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ผ | ๐—จ๐—บ๐—ฏ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎโ €La Novella Settima รจ ambientata ad Orvieto e qui mi fermo un attimo perchรจ non posso parlare di quest...
18/04/2020

๐Ÿ“ ๐—ข๐—ฟ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ผ | ๐—จ๐—บ๐—ฏ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎโ €
La Novella Settima รจ ambientata ad Orvieto e qui mi fermo un attimo perchรจ non posso parlare di questa cittadina ๐˜ฏ๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฎ๐˜ข๐˜ญ๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ. Stiamo parlando di una cittร  che a livello storico รจ probabilmente tra le grandi d'Italia. โ €
โ €
Vorrei dire di piรน dunque e molto piรน approfonditamente, ma affronteremo il tutto piano piano, per ora mi soffermo sull'๐˜ฐ๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ข ๐˜ฎ๐˜ข๐˜จ๐˜ฏ๐˜ข della cittร , indubbiamente una delle basiliche piรน belle d'Italia: il maestoso Duomo nato per celebrare il miracolo del ๐˜Š๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฑ๐˜ถ๐˜ด ๐˜‹๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ช, solennitร  che la cristianitร  tutta commemora.โ €
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Iniziato a fine '200, lo sforzo per la sua costruzione da parte della cittร , degli orvietani fu titanico e ci vollero ben tre secoli per completarlo ma questo regalรฒ al Duomo un meraviglioso miscuglio di stili diversi che sono stati legati armoniosamente tra loro dalle opere dei grandi artisti che lavorarono nel cantiere dell'Opera: Lorenzo Maitani, Beato Angelico, Ippollito Scalza, Benozzo Gozzoli, Luca Signorelli per citarne solo alcuni.
Una gigantesca opera di una bellezza perfetta e ideale che gli orvietani hanno regalato al mondo e all'Umanitร  intera.โ €
โ €
Come ogni cittร  italiana anche Orvieto ha i suoi segreti, le sue piccole pieghe nella storia che solo se andate sul posto potete scoprire. Una di queste รจ il ๐— ๐—ฎ๐˜‚๐—ฟ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ผ, l'automa che raffigura un "dottiere" (colui che registrava le assenze, le presenze ed i ritardi degli operai che lavorano al cantiere del Duomo), posto sul primo orologio meccanico della storia che รจ stato costruito e che trovate ancora qui, ad Orvieto.โ €
โ €
Dove precisamente? Vi dico solo che รจ come gli enigmi piรน interessanti: la soluzione la avete davanti ma non riuscite a scorgerla se non cercate con occhi svegli e curiosi.โ €
La ๐—ก๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฆ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ๐—บ๐—ฎ, a tal proposito, vi farร  "alzare lo sguardo" per svelarvi dove si trova. Se te la sei persa, puoi leggerla a questo link: https://www.facebook.com/108914790731589/posts/127851538837914/?d=n

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Foto e un ringraziamento a Elia Falsaperna

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17/04/2020

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Vi racconterรฒ di come un sentimento non ha confini, differenze di genere o "pelle", di come si possa far in modo che un amore viva per sempre.โ €
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Cosรฌ recitava una missiva a mio nome che mi fu recapitata un bel giorno di Primavera. Finalmente, dopo anni di servilismo verso i nobili di questa cittร , potevo dirmi libero dalle loro angherie e iniziare a lavorare, sempre con fatica ma per un opera che sarebbe rimasta nei secoli e soprattutto con uno stipendio vero, sicuro e che sarebbe durato per anni ed anni. Non sapevo perรฒ che sarebbe stata anche l'inizio della mia f***e storia.โ €
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Dopo pochi giorni, ero giร  lรฌ a faticare all'Opera con i miei compagni, ma ci accorgemmo tutti subito pero che c'era un problema. Il tempo. Non c'era nulla che scandisse la nostra giornata lavorativa e questo spesso portava a soprusi dei nostri superiori, facendoci saltare spesso i pasti e mandandoci a casa solo quando ormai c'erano le stelle nel cielo. Tutto procedeva bene in compenso, non mi lamentavo... fino ad arrivare ad una fatidica mattina.โ €
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Il nostro capo-mastro si presentรฒ,come ogni giorno, per effettuare l'ispezione del cantiere ma quella volta era accompagnato da una dama meravigliosa, di fattezze angeliche, dai capelli color del grano e gli occhi di un blu intenso come il mare all'alba. Non appena la vidi sentii un gran calore dentro di me, lo stomaco sottosopra. Chiesi ad un mio compagno chi fosse quella giovane, e lui mi rispose che ella era la moglie del nostro capomastro. Era sposata e in ogni caso, mai una dama di un rango cosรฌ diverso dal mio avrebbe mai notato uno come me.โ €
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Per giorni non riuscii a togliermela dalla testa, era diventata una vera ossessione. Ne parlai anche con un mio amico fidato che mi confidรฒ un suo segreto, cioรจ che quando รจ in crisi va sempre da una fattucchiera che abita appena fuori cittร . Mi consigliรฒ di andare anche io per vedere se lei avesse delle soluzioni.
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Cosรฌ, dopo qualche dubbio, decisi di andare ed ella, ascoltato il mio tormento, mi porse una fiala di pozione d'amore fatta da lei. Dovevo berla tutta e subito dopo incrociare lo sguardo della persona che desideravo far innamorare. La fattucchiera se ne raccomandรฒ: รจ fondamentale che lo faccia non appena ingerita l'ultima goccia, altrimenti la pozione non avrebbe fatto effetto sulla dama ed anzi, mi avrebbe fatto innamorare di qualsiasi cosa avessi visto per primo

Ero un po' titubante ma alla fine la presi. Cosa avevo da perdere? Decisi cosรฌ che la domenica successiva, alla fine della messa, sarei apparso davanti a lei e avrei bevuto la fiala.

Il fatidico giorno io fui tra i primi ad uscire dalla chiesa e mi posizionai sulla scalinata. Non dovetti aspettare molto per vederla fare capolino appoggiata al braccio del marito e scortata da due guardie, bella piรน che mai. Quando ella era a circa due metri da me presi coraggio, chiusi gli occhi e feci un balzo in avanti con la fiala in mano. Appena atterrai, bevvi il liquido e...una gran botta mi arrivรฒ dritta in viso.โ €
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Carambolai a terra e quando aprii gli occhi vidi solo grigio. Il grigio del ferro, la corazza della guardia del corpo che sopra di me stava urlando di tutto e di piรน, insultandomi in tutti i modi. Non appena si tolse, scappai per la gran vergogna. Avevo fallito e in piรน la "pozione d'amore" si era rivelata una bufala. Fino a che non vidi loro. Una bella lama di una spada che un messere portava su un fianco, un candelabro dentro all'osteria in cui mi ero rifugiato, il bicchiere in metallo da cui stavo bevendo. Piu li guardavo, piรน ero attratto da quegli oggetti! Non riuscivo a staccare gli occhi da essi! Pensavo di star per impazzire e scappai via di nuovo, verso casa. Ma che mi sta succendo? Non sapevo rispondere fino a che una tremenda consapevolezza mi gelรฒ il sangue: l'armatura della guardia del corpo della dama! La prima cosa che ho visto dopo aver bevuto la fiala รจ stata quella, quindi io... ero attratto dal ferro! La pozione ha funzionato eccome! Sciagurato me!โ €
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Per giorni non feci altro che accumulare ferraglie di ogni tipo, avevo casa completamente piena di tale metallo. Stava diventando tutto cosรฌ insopportabile, non riuscivo a controllarmi nonostante lo volessi e il brutto era che il sentimento verso quel materiale cresceva sempre di piรน. Fino ad arrivare a desiderarlo cosรฌ tanto da voler essere il metallo stesso. Ero completamente impazzito, cosรฌ tanto che decisi di andare da un fabbro in cittร  e farmi costruire un manichino di ferro che riproducesse le mie fattezze per poterci entrare dentro e lรฌ chudermi per sempre, per rimanere a contatto con il mio amore in eterno.โ €
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Il fabbro era perplesso ma, di fronte all'enorme guadagno per la fabbricazione di una cosa simile, non si oppose. Per pagarlo, infatti, spesi tutti i miei risparmi di una vita e di nascosto anche quelli di mio padre. Per giorni fui in trepidazione, aspettavo quel "me stesso in ferro" come mai avevo aspettato qualcosa. Fino a che un giorno il fabbro mi mandรฒ a chiamare: era pronto.โ €โ €
Andai di corsa lรฌ e mi feci mettere dentro al fantoccio metallico, ma prima di sigillarmi al suo interno gli consegnai due lettere da recapitare una a mio padre e una al capo mastro. Su quella per mio padre scrissi parole di addio, su quella al capo mastro invece scrissi:โ €
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Il capomastro rimase scioccato, si infuriรฒ moltissimo quando lesse la missiva. Che insolenza! Come pretendere che un pezzo di ferro possa servire in un cantiere simile! Che follia! Era lรฌ che sbraitava, quando un operaio gli si avvicinรฒ e gli fece notare che non hanno nulla e nessuno che li avverta quando un turno di lavoro finisce. Perchรจ non fargli fare " la scanditore del tempo all'Opera"?โ €
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Fu cosรฌ che nacque "Maurizio", quel piccolo omino di metallo che ancora oggi, se riuscite a distogliere gli occhi dal Duomo e a guardare gli edifici intorno ad esso, scorgerete ba***re ritmicamente un arnese su di una campana.โ €
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Ma non era un automa? Certo che lo รจ.
Ma non proprio del tutto, ad essere sinceri.โ €

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โœ๐ŸผIl Decamerรณn deriva dalle parole greche dรฉka, ยซdieciยป hฤ“merแน“n, "giorno", letteralmente "di dieci giorni".Trip รจ una va...
13/04/2020

โœ๐ŸผIl Decamerรณn deriva dalle parole greche dรฉka, ยซdieciยป hฤ“merแน“n, "giorno", letteralmente "di dieci giorni".
Trip รจ una variante della parola inglese Travel, che significa viaggiare. Essa deriva dal latino Tripalium, letteralmente โ€œtre paliโ€. Il tripalium era l'attrezzo con cui si soggiogavano i buoi e gli asini ribelli. Era usata come per alludere โ€œuna grossa faticaโ€. Qual รจ la connessione con il viaggio? Viaggiare (diverso dallโ€™andare in vacanza) comporta uno sforzo mentale e fisico che ti lascia piacevolmente sfinito alla fine di esso, lasciandoti dentro qualcosa di speciale che non dimenticherai mai.
๐Ÿฐ DecamerOntrip รจ un movimento di risveglio delle coscienze sulle bellezze naturali e architettoniche dโ€™Italia, con una ambizione ancor piรน grande: far conoscere i piccoli borghi o le piccole curiositร  meno note dello Stivale.
๐Ÿ’Š Nasce in un periodo storico in cui lโ€™Uomo รจ stato costretto a fermare la sua corsa f***e al progresso e si รจ ritrovato allโ€™improvviso immobile e solo con se stesso.
โœˆ๏ธ รˆ impostato come un viaggio immaginario (๐—ง๐—ฟ๐—ถ๐—ฝ) che esplora ogni angolo della pen*sola, ma lo fa con un veicolo molto potente: la cultura tramite la scrittura (๐——๐—ฒ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ฟรณ๐—ป).
๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น DecamerOntrip vuole rievocare le antiche tradizioni popolari italiane a partire dalla piรน antica forma di cultura: il racconto orale.
๐Ÿฐ Oggi siamo a Baschi (TR) dove vi racconteremo la Novella Sesta โ€œ๐–ˆ๐–”๐–’๐–Š ๐–š๐–“๐–† ๐–ˆ๐–”๐–’๐–š๐–“๐–Ž๐–™ร  ๐–“๐–†๐–ˆ๐––๐–š๐–Š ๐–Œ๐–—๐–†๐–Ÿ๐–Ž๐–Š ๐–†๐–‘๐–‘๐–† ๐–•๐–†๐–ˆ๐–Šโ€ (che puoi trovare qui: https://www.facebook.com/108914790731589/posts/124117959211272/?sfnsn=scwspmo&extid=LKDagtD02aXXU8zp)
๐ŸšŒ Rimani tranquillamente seduto sul tuo divano e sali a bordo.
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Racconterรฒ di una leggendaria battaglia in cui un grande cavaliere trovรฒ la morte, della decisione di un re saggio che permise la fondazione di un castello tramite la compassione e la libertร .โ €
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Prima di narrarvi delle mie terre, messeri, permettetemi di parlarvi di un fatto che molti grandi letterati, nei secoli, hanno cantato nelle loro mirabili opere.โ €
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La mia storia inizia piรน di mille anni fa a Roncisvalle, l'impervio passaggio dei Pirenei conosciuto per il massacro dell'intera retroguardia del re dei Franchi ed imperatore Carlo, di ritorno da una campagna militare in Spagna contro i saraceni. Tragedia accaduta per causa mia. Infatti, io ero e sono un ufficiale dell'esercito del re nato in Biscaglia, una regione basca non lontana dal fatale passo montano. Re Carlo lasciรฒ il comando della retroguardia ad Orlando di Bretagna, il piรน valoroso di tutti noi, il suo preferito. E mio amico. โ €
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Essendo io natรฌo di quelle terre, Orlando mi chiese di assisterlo nell'attraversare il passo e lo rassicurai dicendogli che mai la mia gente, popolo di semplici pastori, ci avrebbe attaccati, sconsigliandolo anzi nella sua idea di mandare esploratori sulle alture intorno a noi che avrebbe solo tolto uomini preziosi in caso di un attacco saraceno alle nostre spalle. Mai ci fu piรน sciagurato consiglio. โ €
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Con immenso dolore, i miei compatrioti, per ragioni ignote, ci tesero una imboscata nel punto piรน stretto del passo attaccando ai fianchi, togliendoci cosรฌ lo spazio necessario per fare le nostre manovre di cavalleria e ci decimarono. Ci salvammo io e pochi altri solo perchรจ Orlando, ferito mortalmente, con l'ultimo fiato suonรฒ il suo leggendario c***o, l'olifante, che poteva essere udito fin in lande lontanissime.

Re Carlo udรฌ, tornรฒ indietro di corsa e ci salvรฒ ma quando vide quella carneficina scoppiรฒ in un pianto che diventรฒ un lamento disperato quando scoprรฌ il ca****re martoriato di Orlando. Mai piรน vidi il mio sovrano cosรฌ distrutto e di umore nero come quel giorno.

Pochi giorni dopo fui convocato al suo cospetto e mi chiese cosa accadde nel passo. Gli raccontai la veritร , la mia inconsolabile colpa. Il re scattรฒ subito in piedi come una fiera affamata e si avventรฒ con le mani sul mio collo. Stavo per perdere i sensi quando sentii la sua presa allentare. Si ricompose, si rimise a sedere e dopo qualche secondo di silenzio sentenziรฒ, incredibilmente calmo, che non mi avrebbe giustiziato. Per il momento. โ €
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Dovevo dimostrare la mia fedeltร  alla corona perchรจ io ero un basco e dovevo convincerlo che non lo avevo tradito con i miei compatrioti. Per questo, mi ordinรฒ di andare a pacificare delle genti nell'Italia centrale che gli davano problemi con rivolte continue da molto tempo e che nessun suo comandante era riuscito a domare. Se fossi riuscito a pacificarli avrei avuto salva la vita, altrimenti mi avrebbe ucciso. โ €
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Mi inchinai e me ne andai, dirigendomi a far i preparativi per il viaggio. Partii l'indomani stesso con una ventina di cavalieri e giunsi dopo qualche mese in quelle terre a me cosรฌ ignote. La situazione che trovai era disperata: raccolti andati alla malora, villaggi deserti o quasi...e rivolte. Rivolte continue capeggiate da un brigante del luogo che sembrava avere molto ascendente sulla popolazione. In piรน, il re mi assegnรฒ un vecchio castello in rovina come dimora. โ €
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Non nascondo che i primi giorni ero preso da profondo sconforto, poi capii cosa c'era da fare: andava sedata la rivolta, quello era il nodo principale, ma in modo diverso rispetto al passato. Il problema era: come sedarla? I miei predecessori, tutti grandi cavalieri, avevano fallito uno ad uno. โ €
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Quel brigante era inafferrabile in piรน la gente del posto lo appoggiava, sarei naufragato anchio come gli altri se avessi tentato semplicemente di catturarlo, dovevo cambiare strategia. Cosรฌ decisi il contrario: volevo incontrarlo per trovare un accordo. Solo che non si sarebbe mai fidato di chi gli aveva sempre dato una caccia senza quartiere. Cosรฌ studiai uno stratagemma.

Feci spargere la voce che il re era stanco della loro disobbedienza e voleva cedere quei luoghi al papato. Dopo qualche giorno, in uno sfarzoso corteo di servitรน e cavalieri, ce ne andammo tra lo sbigottimento della popolazione. Veramente se ne erano andati? โ €
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Per giorni nessuno amministrรฒ fino a che si presentรฒ un cavaliere con le insegne papali. Radunรฒ una folla intorno a lui e dichiarรฒ che ora quelle terre appartenevano al Papa e che, come segno di benevolenza verso i suoi nuovi sudditi, concedeva una amnistia a chiunque si fosse macchiato di crimini in quei luoghi. In piรน, concedeva alla popolazione di scegliere da chi essere amministrata. โ €
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Il popolo spinse in avanti un giovane, acclamandolo come nuovo reggente. Il cavaliere allora lo invitรฒ al castello per una veloce cerimonia ufficiale di insediamento... che non ci fu mai. Infatti, non appena fummo dentro le mura, alcuni miei uomini arrivati lรฌ dai campi sbucarono fuori e lo immobilizzarono. Rivelai poi la mia identitร  e lo pregai di svelare anche la sua, perchรจ sapevo che era lui il brigante che infestava quelle terre. โ €
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Confessรฒ, sentendosi spacciato ormai. Ma lo rassicurai, dicendogli che volevo solo capire il perchรจ della sua ribellione. Mi raccontรฒ di tutti i soprusi dei miei predecessori: tasse da usura, stupri, famiglie sterminate, raccolti interamente derubati ai contadini. Capii la rabbia sua e del popolo. Cosรฌ gli proposi di pagare di tasca mia i risarcimenti, di abbassare le tasse, di renderlo mio consigliere come referente principale del popolo. In cambio, chiedevo solo la pazienza di qualche settimana per far arrivare i soldi e, soprattutto, l'immediata cessazione di ogni ribellione e la fedeltร  indiscussa al re. โ €
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Come prova della mia lealtร , era libero di andarsene. Se ne andรฒ titubante, pensando fosse una trappola e uscรฌ dal castello mentre una folla mormorante gli si radunava intorno. Vidi lui che parlava con loro e poco dopo, si dileguarono tutti senza disordini
Avevano accettato, si stavano fidando. Cosรฌ inviai subito un messaggero in Biscaglia da mio fratello in cui gli annunciavo la mia volontร  di rinuncia alla mia ereditร  e che vendevo la mia parte di essa a lui.

Dopo pochi giorni un carro enorme pieno di soldi giunse al castello: una parte la feci sistemare dentro le mura, una buona parte la misi a disposizione del popolo. Chiunque poteva prenderne. Annunciai poi il taglio delle tasse come promesso e ben 3 giorni di festeggiamenti, tra le urla festanti e di giubilo della folla.

Dopo qualche mese in cui i raccolti tornarono ad essere sufficienti per tutti e il castello fu ristrutturato soprattutto grazie all'aiuto della fiorente comunitร  che intorno ad esso si stava formando, arrivรฒ un dispaccio reale da Aquisgrana che recitava cosรฌ:
"๐˜”๐˜ช๐˜ฐ ๐˜จ๐˜ณ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ฎ๐˜ช๐˜ค๐˜ฐ,
๐˜š๐˜ฆ๐˜ช ๐˜ณ๐˜ช๐˜ถ๐˜ด๐˜ค๐˜ช๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ญรฌ ๐˜ฅ๐˜ฐ๐˜ท๐˜ฆ ๐˜ฎ๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ต๐˜ช ๐˜ข๐˜ญ๐˜ต๐˜ณ๐˜ช ๐˜ฑ๐˜ณ๐˜ช๐˜ฎ๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ต๐˜ฆ ๐˜ฉ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ฏ๐˜ฐ ๐˜ง๐˜ข๐˜ญ๐˜ญ๐˜ช๐˜ต๐˜ฐ, ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ป๐˜ข ๐˜ท๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ด๐˜ข๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ถ๐˜ฏ๐˜ข ๐˜จ๐˜ฐ๐˜ค๐˜ค๐˜ช๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ด๐˜ข๐˜ฏ๐˜จ๐˜ถ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ข ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ฎ๐˜ช ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฐ. ๐˜๐˜ข๐˜ช ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ฎ๐˜ฐ๐˜ด๐˜ต๐˜ณ๐˜ข๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ด๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ด๐˜ถ๐˜ฅ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ง๐˜ฆ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ฆ, ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ถ๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ฑ๐˜ข๐˜ค๐˜ฆ ๐˜ฆ ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ช๐˜ด๐˜ต๐˜ณ๐˜ข๐˜ต๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ฃ๐˜ช๐˜ญ๐˜ฆ, ๐˜ต๐˜ถ๐˜ต๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ข๐˜ท๐˜ข๐˜ญ๐˜ช๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ท๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ท๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฆ. ๐˜Š๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ค๐˜ฆ๐˜ฅ๐˜ฐ ๐˜ช๐˜ญ ๐˜ค๐˜ข๐˜ด๐˜ต๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ฆ ๐˜ญ๐˜ฆ ๐˜ต๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ด๐˜ต๐˜ข๐˜ช ๐˜จ๐˜ฐ๐˜ท๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฏ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ฐ ๐˜ข ๐˜ฏ๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ฆ ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ดรฌ ๐˜จ๐˜ณ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ฆ ๐˜ญ๐˜ถ๐˜ฏ๐˜จ๐˜ช๐˜ฎ๐˜ช๐˜ณ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ป๐˜ข, ๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ณ ๐˜ต๐˜ฆ ๐˜ฆ ๐˜ช ๐˜ต๐˜ถ๐˜ฐ๐˜ช ๐˜ด๐˜ถ๐˜ค๐˜ค๐˜ฆ๐˜ด๐˜ด๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ช.
๐˜๐˜ฏ ๐˜จ๐˜ณ๐˜ข๐˜ป๐˜ช๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜‹๐˜ช๐˜ฐ
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