«Perché scegliere di destinare una fetta del proprio risparmio, ‘investendo’ nei ‘vini d'annata’?»
Be', probabilmente perché potrebbero attendervi rendimenti annui elevati, e sin dagli anni '50 anche se il futuro è ancora da scrivere. In effetti, esso si configura come un investimento/bene rifugio discrezionale, che coniuga: diversificazione, passione, performance e trasparenza. La diversificazion
e, infatti, è uno dei primi obiettivi per un investitore e tuttavia, il processo di globalizzazione, ha portato ad una crescente correlazione tra i diversi mercati internazionali, ivi comprese quelle asset class tradizionalmente slegate dal settore finanziario, come ad esempio le opere d’arte, anch'esse in realtà fortemente influenzate dalle dinamiche degli indici azionari. Nel contesto attuale, risulta quasi impossibile trovare forme di investimento 'liquide', realmente decorrelate dai mercati. L’idea è investire in “temi di passione”, attraverso referenze di primo livello, riconoscibili e facili da saggiare (per sfuggire alla complessità attuale dei prodotti finanziari), ma in grado tuttavia di offrire performance e diversificazione. La soluzione di investire in ‘temi di passione’ è la risposta ad una domanda semplice: cosa può volere un investitore benestante, dopo avere comprato ogni prodotto esistente sul mercato finanziario ed avere partecipato a tutte le bolle speculative? La conseguenza è quasi retorica: acquistare un prodotto tangibile e che possa piacere personalmente. Di solito si investe nei migliori vini del mondo e nelle migliori annate, seguendo tre criteri: 1) qualità estrema, perché solo tali vini vedono il loro prezzo salire anche in periodi di crisi; 2) potenziale d’invecchiamento, perché è il miglioramento del vino anno dopo anno che fa salire i prezzi; 3) notorietà, per motivi di ‘liquidità’ i vini devono essere conosciuti in tutti i mercati compresi quelli emergenti. Morale della favola, dunque: passione e trasparenza, ma soprattutto diversificazione e performance; dal 1950 non si è mai visto i prezzi dei più grandi vini del mondo scendere. Essi restano stabili durante le crisi, per ripartire una volta superate; nel 2008 il mercato dei vini d’eccellenza è andato bene, ed ha risentito l’impatto dell’attuale congiuntura soltanto all’inizio del 2009, quando il settore si è fermato per poi ripartire appena nove mesi dopo.